Presto anche in libreria. Disponibile su AMAZON

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Palermo, 28 ottobre 2018 – È stato pubblicato oggi il romanzo «I sensi. Uomini di un certo tipo »di Serena Marotta.
Un viaggio immaginario nel mondo del disagio mentale, una storia d’amore e di erotismo, ambientata a Palermo.
Un incontro casuale e uno di sguardi, in un luogo insolito , poi una stretta di mano e brividi che corrono lungo la schiena.
Da qui un intreccio di vite che corrono veloci. Vite che si nutrono di piccole cose, di gesti, di desiderio. Storie anche di sofferenza ma con la possibilità di riprendere in mano la propria esistenza, con il desiderio di recuperare una vita “normale” in un mondo studiato per chi è “normale”.
Il libro, al momento, si può acquistare su Amazon. Ecco l’indirizzo:
https://www.amazon.it/dp/B07JYH32Q4/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1540720444&sr=1-1&keywords=serena+marotta
Presto sarà presentato a Palermo e distribuito nelle librerie della città.
La rassegna stampa

È stato pubblicato oggi il romanzo «I sensi. Uomini di un certo tipo» di Serena Marotta.
Un viaggio immaginario nel mondo del disagio mentale, una storia d’amore e di erotismo, ambientata a Palermo.
Un incontro casuale e uno scambio di sguardi, in un luogo insolito, poi una stretta di mano e i brividi che corrono lungo la schiena.
Da qui un intreccio di vite che corrono veloci. Vite che si nutrono di piccole cose, di gesti, di desiderio. Storie anche di sofferenza ma con la possibilità di riprendere in mano la propria esistenza, con il desiderio di recuperare una vita “normale” in un mondo studiato per chi è “normale”.
Il libro, al momento, si può acquistare su Amazon. Ecco l’indirizzo: https://www.amazon.it/dp/B07JYH32Q4/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1540720444&sr=1-1&keywords=serena+marotta
Presto sarà presentato a Palermo e distribuito nelle librerie della città.
Informazioni sull’autore
Serena Marotta è nata a Palermo il 25 marzo 1976. Autrice di “Ciao, Ibtisam! Il caso Ilaria Alpi”, questo è il suo secondo libro. È una giornalista pubblicista, laureata in Giornalismo. Ha collaborato con il Giornale di Sicilia e con La Repubblica, ha curato vari uffici stampa, tra cui quello di una casa editrice, di due associazioni, una di salute e l’altra di musica, scrive per diversi quotidiani online ed è direttore responsabile del giornale online radiooff.org.
Info e contatti:
Serena Marotta
semarotta@yahoo.it

Giornale di Sicilia, edizione Palermo, 11 ottobre 2018
Qui la rassegna stampa

https://www.facebook.com/vincenzo.perricone.5/videos/10212298184345292/?t=19
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Il libro “Ciao, IBTISAM! Il caso Ilaria Alpi della giornalista palermitana Serena Marotta ricostruisce 24 anni di depistaggi e rappresenta un contributo a non dimenticare. Un libro di inchiesta sull’inviata del Tg3 uccisa a Mogadiscio insieme all’operatore Miran Hrovatin il 20 marzo 1994. La prefazione del libro è stata realizzata da Mariangela Gritta Grainer (già Presidente dell’Associazione Ilaria Alpi) e la postfazione da Fabio Gagliano (medico e scrittore). Il libro sarà presentato allo Spasimo, a Palermo, giovedì 11 ottobre alle 18.Interverranno: la giornalista Rosa Guttilla, lo scrittore ed editore Fabio Gagliano, l’editore e presidente dell’associazione libera network Liborio Martorana.
A giugno il gip Andrea Fanelli ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata dalla procura di Roma sul caso Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Si continua ad indagare.
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Il caso Ilaria Alpi «Ibtisam» è la traslitterazione della parola araba che significa sorriso. La scelta del titolo nasce dal desiderio di fare un omaggio a Ilaria Alpi, inviata del Tg3, che amava il mondo arabo. Ilaria che tutti ricordano proprio per quel sorriso che non l’abbandonava mai. Ilaria Alpi era una persona determinata, una «signora giornalista», una persona semplice e generosa. Ha tanto voluto quel viaggio, il settimo, l’ultimo. Con lei il 20 marzo 1994, a Mogadiscio, c’era l’operatore Miran Hrovatin di Videoest di Trieste.
Quello è stato il loro ultimo viaggio. Sono passati ventiquattro anni da quell’esecuzione avvenuta per le strade di Mogadiscio. Ventiquattro anni senza conoscere la verità, tra depistaggi, false dichiarazioni, ritrattazioni. Ci sono stati tre processi e una Commissione d’inchiesta parlamentare per tentare di dare un volto e un nome a chi ha voluto questo duplice omicidio. Due tesi opposte si sono fronteggiate in questi anni: quella della sparatoria conseguente a un maldestro tentativo di rapina, nel quale emerge la figura del capro espiatorio Hashi (il somalo arrestato e poi liberato dopo anni di carcere) contro quella, ben più consistente, di un attentato premeditato per bloccare le inchieste che Ilaria stava conducendo in terra somala su un coacervo di traffici illeciti di armi e rifiuti, scomode anche per l’Italia. “Ciao, Ibtisam” mette insieme i tasselli di un mosaico.
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Una tesi, una lettera e poi un libro. Dalla mia tesi sono passati dieci anni. Era maggio del 2008, quando nella cassetta della posta ho trovato la vostra lettera. L’emozione era quanto la vostra stima e gratitudine per il mio lavoro su vostra figlia, Ilaria Alpi, l’inviata del Tg3 uccisa a Mogadiscio, in Somalia, il 20 marzo 1994, insieme all’operatore Miran Hrovatin.
Una lettera che conteneva il vostro abbraccio e la speranza di incontrarci un giorno a Roma. Quel giorno, purtroppo, cara Luciana e Giorgio non è mai arrivato. Il tempo ha remato contro. E io non sono partita da Palermo per Roma. Il desiderio di incontrarvi è rimasto uguale, come l’affetto reciproco.
Lunghe conversazioni telefoniche con Luciana Alpi, dopo l’invio del mio libro sul caso di sua figlia Ilaria. Era come se la conoscessi da sempre. La vita è beffarda: ti fa entrare in quella degli altri, ti nutre di affetti e poi te li toglie. Così un giorno, all’improvviso. Durante le nostre conversazioni, non ho mai osato chiederle nulla. Tutto tra noi era spontaneo. Non ho mai voluto essere invadente, ma forse lo sono adesso, mentre scrivo queste parole.
Luciana Alpi aveva 84 anni. Era nata a Brescia il 3 agosto del 1933 e viveva con la sua famiglia a Roma. Era una signora elegante nell’animo e nell’aspetto. Una persona pura e sensibile. Si preoccupava delle persone, di chiedere «come stai?». Una donna forte e coraggiosa, proprio come lo era sua figlia Ilaria. Una donna che ha continuato la sua battaglia sino alla fine per avere verità e giustizia. Adesso non c’è più. È morta martedì 12 giugno alle 20.30, a distanza di cinque giorni dall’udienza sulla richiesta di archiviazione.
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Fonte immagine: Tg3
https://www.youtube.com/watch?v=DHvetio3Q8Q
sul caso Alpi: la procura di Roma ha chiesto di nuovo l’archiviazione del caso perché giudica irrilevanti le intercettazioni trasmesse dalla procura di Firenze a quella di Roma e emerse nel corso dell’udienza preliminare il 17 aprile scorso. Intercettazioni tra cittadini somali che parlano dell’omicidio di Ilaria Alpi. Adesso la decisione spetterà al Gip nei prossimi giorni.
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